Come salvarsi da un mostro peggiore del Professore

By | settembre 16, 2016
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 Oggi voglio condividere con te una lezione che ho imparato più volte dalla mia vita di studente, e che mi ha insegnato un altro dei miei maestri: Frank Merenda.

Uno che solo col nome che ha sta antipatico a molti, ma che ha fatto nel suo settore una vera e propria rivoluzione, sdoganando tutti quei vecchi modi di fare vendita porta o porta, telefonate per rompere le scatole a casa delle persone, o catene di sant’Antonio stile porta 3 amici e guadagna un sacco di soldi…

Comunque… non ti annoio con troppe chiacchiere, vengo subito al punto.

Quello che volevo condividere con te è che il più grande nemico di ogni studente non è l’esame.
Contrariamente a quello che si crede non è nemmeno il troppo tempo passato a studiare. E a dirla tutta, a meno che non ci si trovi in condizioni di avere deficit seri dell’apprendimento non è nemmeno l’intelligenza.

Qualcuno potrebbe sostenere che il più grande nemico di uno studente sia un professore o un assistenze. E questo qualcuno avrebbe ragione, ma non completamente.

Qualcun altro potrebbe dire che invece siano i compagni di facoltà, che, che pur di prendere un 18 o un 30 e lode sono disposti a mentire, trovare appunti per poi NON condividerli, NON studiare mai in gruppo o essere sempre distanti e schivi. Ed anche questa persona avrebbe ragione, ma non completamente.

C’è però una cosa importante che è alla base di qualsiasi storia di successo, e che è stata anche la mia base per la creazione di
>> www.metodouniversitario.com <<

“SE VUOI VINCERE DEVI IMPARARE A FALLIRE!”

Sei mai stato bocciato all’esame e l’hai preso come un fallimento personale?

Ok, ci siamo. Questo è il vero nemico pubblico numero uno degli studenti.
Provo a spiegarla nella maniera più semplice possibile. Innanzitutto nella nostra cultura il fallimento è una sorta di tabù.

Già da piccoli veniamo terrorizzati dai piccoli fallimenti quotidiani, come i brutti voti a scuola con i quali gli insegnanti ci terrorizzano. Lo spauracchio “Brutto voto = non combinerai mai nulla nella vita” credo che accompagni ancora ognuno di noi.

A me sicuramente.
Per questo in realtà la massa delle persone non combina mai nulla di buono nella vita. La paura del fallimento porta la gente normale a “giocare sul sicuro”. A fare solo le cose per le quali si sente preparato e portato. Emozionalmente comprensibile visto il gioco al massacro che la società ci riserva, ma una follia dal punto di vista della crescita personale e soprattutto professionale.

I TRE PUNTI CHE HO IMPARATO DALLA VITA E NON A SCUOLA

• E’ OK fallire
• Io come persona non sono un fallimento
• Devo dividere il fallimento personale dal fallimento dei processi che uso

(Prendi carta e penna e annotati la frase che sta per arrivare, poi appendila in camera dove puoi guardarla ogni giorno)

“Il fallimento non è una strada verso il successo, è l’unica strada verso il successo”

Tutti noi falliamo continuamente mentre proviamo ad apprendere correttamente qualcosa.
Riconoscere il fallimento in un’esame come una potenziale esperienza positiva (ok, lo so pure io che se prendi 30 e lode è tutto più bello…) ti dona una nuova sensazione di libertà.

Sto parlando della libertà di provare nuove cose, di essere più creativo, di essere più sciolto e di stiracchiarti verso quelle zone di lavoro che emotivamente ti fanno paura. E se non ottieni il risultato che desideri, puoi chiederti :

“Cosa ho imparato da questo?”

Ovviamente, lo so, accettare questo concetto intellettualmente è una cosa, metabolizzarlo a livello emotivo è un’altra.
Io ci ho messo anni a farmene una ragione ed ancora oggi confesso di essere un pessimo incassatore quando si parla di fallimento. Anzi no, te lo dico chiaro e mi confesso: a me il fallimento fa schifo.

Però ho imparato a non mollare e ad usare quella sensazione per capire cosa posso fare meglio. Ho imparato a mettere a tacere la mia parte emotiva che dilaniata soffre di dolore e mi fa dire:

“Ma che dovrei imparare da sto schifo? Niente! E’ tutta colpa dell’Università! I professori non sanno spiegare e fanno andare avanti solo i raccomandati! E i miei genitori e tutti i parenti non lo capiscono e mi mettono ansia chiedendomi solo quanto mi manca alla laurea?!?”

DIVIDI IL FALLIMENTO PERSONALE DAL FALLIMENTO DEL PROCESSO

Quando vieni bocciato ad un’esame, NON sei un fallimento. Nemmeno se stavi dietro a quell’esame da mesi. Nemmeno se i tuoi genitori ti urlano dietro, se ti senti giudicato/a dai tuoi amici, o se hai quella vocina interna che continua a ricordarti che dovevi studiare di più, o dovevi fare qualcosa di diverso…

C’è una grande e netta differenza tra te e il processo di studio, quindi il METODO che usi!

Non sei un fallimento se da bambino non hai mai imparato a suonare quel piano che i tuoi genitori ti avevano regalato. Ugualmente se provi a cucinare una torta e ti esce bruciacchiata o non lievitata. Accade ai migliori cuochi del mondo e non può succedere a te che lo fai ogni tanto o da poco?

La stessa cosa accade quando parliamo di studio e del tuo lavoro come studente. Puoi fallire nel memorizzare una formula chimica o un articolo di codice importante. Puoi fallire nel passare un esame che reputavi importante. E allora?

Il fallimento non ha nulla a che vedere con te come persona. Riguarda il processo di studio che usi. Riguarda come selezioni magari gli argomenti da studiare, con che motivazione apri il libro o come gestisci a livello emotivo e comunicativo l’esame.

Non mi interessa se ti hanno imbambolato convincendoti che “studenti bravi si nasce” oppure che “no, io guarda ho una memoria pessima” o peggio “è una questione di fortuna”.
Semplicemente sono balle. Fine. Devi avere un sistema, un metodo che ti permetta di fare analisi di ciò che fai e che ti permetta di dire dopo l’esame:

“Ok, non è il professore, non è l’assistente, e io non sono un fallito. Ho solo sbagliato questo passaggio
(SELEZIONE ARGOMENTO DI STUDIO – VERIFICA DELLE PAROLE CHIAVE – MEMORIZZAZIONE – ESPOSIZIONE)
perchè quel giorno ero agitato o distratto e semplicemente ho commesso un errore. Il prossimo esame mi concentrerò nel non sbagliare nuovamente. E se sbaglierò di nuovo, mi concentrerò di più la volta seguente”.

Una volta che hai appreso la lezione dal tentativo fallito, lavori per migliorarti la volta successiva. Fine della storia.
Quando comincerai a correggerti, errore dopo errore, fallimento dopo fallimento, saprai che sei sulla strada giusta per essere un campione.

Il tuo problema è che invece sei sempre andato allo sbaraglio con il metodo “leggi e ripeti” o magari con i buoni consigli della donna del tipo “devi studiare un po’ alla volta ogni giorno”.

In questo caso direi che ti serve iniziare a costruirti un Metodo di studio.
Un sistema che ti guidi in ogni fase del tuo studio:

LETTURA e CONCENTRAZIONE
MEMORIZZAZIONE
PREPARAZIONE ESAME
GESTIONE TEMPO e STRESS

E la buona notizia è che non devi farlo da solo, ma puoi farti guidare da uno che queste cose le ha studiate, applicate, e che oggi le insegna a centinaia di studenti Universitari.

Per saperne di più puoi cliccare qui:

http://andreaacconcia.it/cos-metodo-universitario/

a presto!

– Andrea Acconcia –

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